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EKSTREMSPORTVEKO 2011

Purtroppo questa mattina Paola ha dovuto lasciare la Norvegia per tornare alla sua dura routine lavorativa.
Cercherò dunque di raccontarvi io stesso l’estrema giornata di gare che ho trascorso. Estrema sotto vari punti di vista, il primo, ovviamente, è quello meteorologico: non poteva mancare la pioggia incessante che sta caratterizzando tutta questa esperienza Norvegese. Unite questo al fatto che sono stato dalle 9 alle 16 vestito da canoa a una temperatura di 11°C e forse comincerete a rendervi conto di quanto freddo posso aver patito. Fortunatamente le nuove divise Exo mi hanno salvato la vita!
Per quanto riguarda il fiume invece, abbiamo trovato un livello perfetto che si è mantenuto abbastanza costante per tutto il giorno.
Ma cominciamo dal principio, sveglia ore 7.30 dopo una notte di festa esagerata qui al campo (era come avere varie discoteche in tenda a causa delle innumerevoli postazioni musicali sorte spontaneamente tutt’intorno) e pioggia battente.

Alle 9 eravamo già operativi sul fiume per imparare le linee di gara che non avevamo potuto provare durante la settimana.
Briefing e partenza per la prima manche.
Chiudo al 4° posto ma i tempi sono veramente stretti, circa 2’’ da Michele Ramazza (ITA) al primo posto, ma soltanto mezzo secondo da Sam Sutton (NZL) al 2° posto. Praticamente nullo il distacco da Ron Fisher (CH). Dietro di me almeno cinque canoisti nello stesso secondo. Si prospetta un’interessante finale riservata ai primi 15 atleti classificati!
Così è! Michele azzecca una manche perfetta e aumenta enormemente il suo distacco, io ci provo e fino a dopo il saltone di 7metri ci riseco. Poi purtroppo qualcosa cambia e le mie linee non sono più così fluide come nelle parte superiore. termino migliorando di qualcosa il mio tempo ma non è sufficiente: Dag Sandvik (NO) sorpassa quasi tutti finendo al 2° posto.
Vengo quindi declassato al 5° posto assoluto, speravo molto meglio ma questo è il mondo dell’agonismo. Si tratta comunque di una posizionedi tutto rispetto vista l’importanza internazionele di questa gara, sono soddisfatto!
Ma non perdiamo tempo! Bisogna prepararsi alla gara a squadre! Consiste in due tratti di Brandseth veramente estremi con un trasbordo a metà, durante il quale viene stoppato il tempo. Avevo disceso quel tratto soltanto una volta l’anno scorso con molta meno acqua, è quindi assolutamente necessario fare almeno una discesa di prova! Abbiamo giusto mezz’ora per volare all’imbarco e provare il percorso dopo di che rischiamo arrivare in ritardo e di essere squalificati. completiamo il perocrso in circa 20 min di discesa a rotta di collo e arriviamo in partenza appena in tempo per la gara. Una domanda però mi assilla: “come diavolo farò a ricordarmi tutti quei passaggi mostruosi che devono ASSOLUTAMENTE essere affrontati nella maniera giusta??”
Risposta: “cerca di seguire a ruota i compagni di squadra che conoscono molto meglio il percorso!”. Almeno su di loro posso contare, sono Sam Sutton e Michele Ramazza: sono in una botte di ferro!

Nemmeno il tempo di tirare il fiato e… 3 … 2 … 1… GO! Mi ritrovo in gara senza nemmeno rendermene conto! Per fortuna il ritmo non è troppo sostenuto, riesco quindi a stare dietro ai miei compagni in una maniera che, se me l’avessero detto prima, non avrei creduto possibile. Naturalmente però non poteva andare tutto perfettamente liscio, in uno slide di proporzioni bibliche prendo un colpo che mi fa saltare via la pagaia dalla mano e comincio a ribaltarmi, salvo la situazione appoggiandomi con la mano sul fondo… su quello slide si va, senza esagerare, almeno ai 40km/h: come fermare un’automobile con un pugno!

Al trasbordo la mia mano è completamente coperta di sangue, per fortuna l’adrenalina e l’acqua fredda non mi fanno sentire nulla, ma faccio veramente fatica a tenere in mano la pagaia. E ora? Come faccio a finire la gara? Non posso certo ritirarmi ora!

Avanti! Stringere i denti e immergere la mano in acqua e… 3 … 2 … 1 … GO! Si parte per la seconda parte di gara! Per fortuna la mia povera mano ferita non mi tradisce e mi consente di finire la gara senza ulteriori errori.
Non si sanno ancora i tempi ma la mia sensazione è che sia andata abbastanza bene, almeno un podio dovremmo averlo conquistato.
Di corsa al campo base per fare una doccia veloce e mangiare una minestra calda. Poi via alle premiazioni.
Appena arrivo al tendone scopro la bella notizia: abbiamo vinto la gara a squadre! Guardo la mia mano malconcia e penso: “almeno è servito a qualcosa!”
Solita cerimonia di premiazione in cui mi vestono Bula da capo a piedi e poi comincia la fasta!

Tornando al campo mi fermo alla mia solita fermata dell’autobus per pubblicare il report della prima giornata di gare.
Domani all’1 del pomeriggio ce la vedremo sul’head2head!

...continua

2 luglio. Head2head

Questa mattina il campo si è risvegliato con il sole, quello vero intendo, quello che scalda ma soprattutto asciuga!
Non mi pare vero di poter tirare fuori tutto quello che si era bagnato in una settimana di diluvio! La mattinata di relax si trasforma dunque in un frenetico tirare fuori, stendere e rigirare indumenti e attrezzatura varia.
Arrivo al campo di gara con un ritardo mostruoso, cioè all’ora in cui avrebbe dovuto cominciare la gara. Naturalmente non c’è posto nei parcheggi quindi devo risolvere all’italiana sul ciglio della strada e, senza nemmeno guardarmi in torno, volo vestito di canoa al campo di gara.
Ho solo il tempo di guardare di sfuggita il percorso e devo già presentarmi in partenza, comincio subito con una batteria veramente impegnativa. Per fortuna il mio passato di slalomista riaffiora sulla porta in risalita a metà percorso e mi consente di superare un paio di atleti e di passare il turno.

Le hits si susseguono non senza difficoltà soprattutto a causa della stanchezza

accumulata in tutta la settimana, ma mi ritrovo ugualmente in finale. L’organizzazione ha deciso di far partire ben 6 atleti per una manche che si preannuncia densa di spettacolo. I nomi sono tutti importanti: Sam Sutton, Michele Ramazza, Mark Basso, Julian Stocker, Benjamin Hjort, ed io.
In partenza Sam guadagna la testa della gara, ma io gli sono attaccato alla coda. Primo passaggio perfetto e la situazione non cambia, l’ultima possibilità di sorpasso è la porta in risalita. Decido quindi di rischiare il tutto per tentare il sorpasso sull’interno. La mossa riesce e, per un attimo mi sento in testa alla gara…
Purtroppo non avevo fatto i conti con i quattro canoisti che mi seguivano: in men che non si dica sono travolto da una valanga di plastica e carbonio! I colpi mi arrivano da tutte le parti e a malapena riesco a mantenere l’equilibrio in tutto quel casino, lotto con tutte le mie forze ma niente da fare, mi trovo proprio nella posizione più svantaggiosa, quando vedo che il podio è ormai lontano accompagno la mia XT300 fino al traguardo chiudendo in 6° posizione.

Peccato! Però, che bella manche!
Dopo la gara, come ormai di consueto, Michele ed io decidiamo di saltare il “Money Drop”! Quest’anno c’è molta più acqua dell’anno scorso e il salto di una dozzina di metri ha un aspetto veramente mostruoso!
Che importa? Siamo o non siamo Extreme kayakers? Quindi via!
Il numeroso pubblico è pronto sul ponte, telecamere e macchine fotografiche varie sono settate. Bisogna solo chiudere il paraspruzzi lasciarsi andare!
Michele va per primo ed esce spettinato, naturalmente l’ha affrontato esattamente come bisogna, però lì dentro la potenza è così forte che è difficile non essere maltrattati.
Ok, è il mio turno! Una rapida occhiata alla linea e giù. Mentre la lingua d’acqua della cascata comincia a risucchiarmi esattamente al centro le parole di Michele mi risuonano nella testa: “bisogna spararla tutta a destra!” colpo di sinistro della vita e sparisco in mezzo alla schiuma…

La sensazione è esattamente quella di cadere, e di cadere per un bel po’, ma gli occhi non danno lo stesso feedback: vedo solo bianco. A un certo punto la canoa comincia a rallentare come sulla panna montata, ma la potenza della cascata spinge sulla coda. Da orizzontale come dopo un bel boof mi trovo verticale con la punta sparata verso il cielo. Si tratta solo di una sensazione perché gli occhi non vedono ancora nulla! Quando ricomincio a capire dove sono, mi trovo sotto la nicchia di destra e penso: “per fortuna il colpo a sinistra ha funzionato!”, non sarebbe stato bello trovarsi sotto la nicchia di sinistra molto più cattiva!
Fatta anche questa, ora manca solo il party!
Direi che con una settimana come questa lo abbiamo proprio meritato!
Approfittando della tregua dalla pioggia, cuciniamo una trota salmonata enorme sulla griglia e poi diretti alla Festival Tent per partecipare a uno dei party più grossi che abbia mai visto. Concerti sotto un tendone da circo, zone con DJ, tavoli di ritrovo e molta ma veramente molta gente!
La cosa divertente della Norvegia è che si va a una festa con la luce e se ne esce con il sole! Dunque non c’è altro da fare che mettersi dentro il sacco a pelo e coprirsi bene la faccia per riuscire a prendere sonno in un campo che di dormire proprio non ne vuole sapere… ma domani inizia un altro giorno di fiumi ed avventure quindi non resta che farsene una ragione e dormire.

Alla prossima!
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