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VALLDAL SUMMER GAMES 2011
7 luglio
Valldal

Seguendo le correnti migratorie del popolo dei canoisti che animano la Norvegia in estate, mi sono ritrovato a Valldal, 7 ore a Nord di Voss.
I Valldal Summer Games non hanno la pretesa di essere internazionali come gli Ekstremesportveko, si tratta invece di un tipico festival norvegese a carattere rurale. Oltre alla canoa, vengono offerti tipici giochi contadini come il cowbingo che consiste nel scommettere dove una mucca farà la propria cacca in un campo, oppure la strong man competition, una gara testa a testa in cui ci si cimenta in attività contadine come spostare ruote di trattori o piantare pali nel terreno.
Naturalmente non può mancare il falò dell’ultima sera per animare la festa!
Comunque, arrivato nel primo pomeriggio ho subito montato il campo nella posizione migliore, vicino al fiume (di acqua potabile naturalmente!).

Quella notte ho capito di quanto mi ero spostato a nord quando, alle 2 non era ancora arrivato il buio e cominciava ad aumentare la luce di nuovo. Quella è decisamente l’ora di andare a letto!

8 luglio
Langedalselva, un altro fiume perduto!

Purtroppo ho scoperto che non succede solo in Italia… Anche qui in Norvegia, ogni tanto, uccidono dei fiumi per trasformarli in soldi sotto forma di energia elettrica. La mattina dell’8 luglio ho approfittato di un gruppo internazionale di canoisti che andavano a fare questa perla in via di estinzione a un’oretta dal campo del festiva (compreso il traghetto per attraversare il fiordo)

Arrivati all’imbarco del Langedalselva non si può fare a meno di notare lo scempio compiuto dall’uomo, una orribile diga ormai quasi completa! I locals dicono che potrebbe essere stata l’ultima discesa!
Il fiume scorre come un tipico creek norvegese, con lunghi slide su roccia liscia, profondi canyon e salti, il tutto immerso in una meravigliosa vegetazione da fiaba; ma il gusto e l’attenzione con cui si schede un fiume così prossimo alla morte, purtroppo, rende tutto più interessante.

Di ritorno dal fiume ho ricevuto la telefonata di Thomas: il resto del team era giunto al campo ed erano tutti pronti per pagaiare!

Myklebust

Non essendo ormai più così presto, all’incirca le 7.30 di sera, abbiamo deciso di andare a provare il tratto di gara che non è distante dall’area del festival.
Il fiume viene amichevolmente chiamato anche Mickey Mouse per assonanza e per le sue caratteristiche che lo rendono moto simile a Disneyland; non nasconde eccessivi pericoli ma è eccezionalmente divertente!

Acqua cristallina color turchese che scivola su lunghissimi slide, lasciando intravvedere le venature colorate della pietra grigia che la sostiene.

9 luglio
Il giorno della gara!

Da programma la gara era nel pomeriggio, quindi perché non sfruttare la mattina per esplorare un altro fiume? Andata! Via a fare il tratto medio del torrente Valldøla!
Bellissimo creek con un buon volume di acqua, con un po’ di attenzione si può percorrere tutto in poco tempo senza mai dover scendere dalla canoa per valutare le rapide; l’ideale per riscaldare i muscoletti prima di una gara senza rinunciare allo scopo principale per cui siamo in Norvegia: divertirsi esplorando nuovi fiumi!
Dopo un veloce e leggero pranzo eravamo pronti a scattare al campo di gara.

La gara

2 discese per mettere appunto le linee di gara ed ero pronto a partire, se non fosse che durante il briefing ci hanno cambiato la posizione di partenza: invece che saltare dritti nel fiume hanno deciso per un difficile imbarco diagonale con un salto di circa due metri con scivolata su una pietra diagonale che rischiava di ribaltare il canoista. Naturalmente nessuna maniera di provarlo!
Grazie a questo, una pessima partenza mi ha fatto perdere i primi 3 secondi circa a lottare contro la parete scivolosa.
Gli altri 4 secondi li ho persi finendo in acqua completamente ferma alla fine del lungo slide di cui vedete la foto qui sopra. Risultato: entro a pelo nella finale che si disputa tra i migliori 5 tempi!
I finalisti in ordine di classifica erano:
Thomas Waldner, Daniel Klotzner, Anton Immler, Sam Sutton, Filippo Brunetti
In seconda manche sono riuscito a risolvere questi due errori e ho messo a segno il miglior tempo di gara migliorando 7 secondi su un percorso di 1 minuto e mezzo!
Purtroppo la somma dei tempi non mi ha consentito di aggiudicarmi la gara ma solo di ottenere un dignitoso 2° posto dietro a Thomas, ma davanti a Anton, Daniel e Sam.

Un po' di estremo!

Dopo le rustiche premiazioni, visto che non avevamo ancora fatto abbastanza canoa, abbiamo deciso di andare a fare la cascata che si vede dal ponte sul Valldøla subito a monte dell’imbarco del tratto basso che termina proprio al campo.
Il salto principale non è altissimo, circa 8 metri, ma s’infila esattamente sotto la roccia dal quale lo si può vedere. La grotta sotto sembra abbastanza grande da poter ospitare un canoista, ma il punto di vista non è dei migliori, si capisce bene solo che l’atterraggio non è proprio morbido…
Come se non bastasse, l’ingresso al salto è una lastra di roccia diagonale che forma un salto di un paio di metri e un grosso buco subito prima della cascata.

Un’attenta analisi della linea da prendere ed ero carico come una molla per aprire questo nuovo salto di cui non sapevamo nulla se non quello che potevamo vedere.

Pronti a partire eravamo Thomas, Daniel ed io. “Posso andare per primo?!” ha detto la mia bocca senza che io le dessi il permesso di aprirsi! Saltare per primo una cascata di cui non si sa la storia da sempre una certa emozione, non sapevamo se qualcun altro l’aveva fatta o se si era fatto male, niente.
Ore 23.30, la luce è come quella di quando, da noi, sta arrivando la sera. In Norvegia invece, puoi imbarcarti per fare una cascata.
Come sospettavo il buco sotto il primo saltino mi ha completamente sommerso, lasciandomi a mala pena il tempo di riemergere e di capire dov’ero subito prima del salto, ma con un potente colpo sono riuscito a tenere la punta della mia XT300 fuori dal casino dell’atterraggio.
Esecuzione perfetta!

Ai miei due amici non è andata altrettanto bene, ma hanno scoperto sulla loro pelle che il ritorno d’acqua della cascata non era poi così aggressivo e li ha mollati subito! Soliti abbracci e congratulazioni di rito ed eravamo tutti contenti pronti per iniziare la fasta!
Per arrivare al campo avevamo ancora una ventina di minuti di ondine, quindi perché rinunciare all’opportunità di arrivare a una festa in canoa?
Giunti al campo verso mezzanotte l’enorme falò bruciava in riva al fiume e la festa era cominciata a tutti gli effetti. I locals ci hanno chiesto cosa avevamo fatto e quasi non ci credevano che avessimo fatto quel salto che era stato affrontato solo da un canoista prima di noi!
Che bella conclusione di giornata: un salto in seconda assoluta e una festa in pieno stile canoistico con musica e fuoco!

10 luglio
Ultimo fiume a Valldal e partenza per Sjoa

Di prima mattina siamo partiti per andare a esplorare una perla che mi avevano regalato i locals durante la festa: Stordalselva.
Credo di poter annoverare questo fiume tra i migliori mai discesi nella mia vita! Un IV e V grado continuo che non molla praticamente mai. Lo stile è come al solito quello norvegese con lunghi slide che terminano con cascate o grossi buchi dentro pozze di acqua tranquilla e cristallina!

Purtroppo ogni tanto alla fine degli slide il ritorno d’acqua non lascia andare così facilmente il canoista, e se no sono accorti molto bene Thomas e Daniel che hanno fatto entrambi un bel bagno nello stesso buco. Per fortuna tutto si è risolto per il meglio!

Di ritorno dal fiume abbiamo smontato il campo di tutta fretta perché avevamo ancora uno spostamento di circa 3 ore per raggiungere il campo dello Sjoa River Festival ed aggiudicarci un buon posto per il gazzebo Exo e tutte le nostre tende.

Preparerò un report anche per la settimana della Sjoa!!

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