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SIXth Generation by EXO

Panoramica

Il grande volume di questo kayak è la prima cosa che si nota. La punta è molto grossa e la coda dà l'idea di sostenere molto bene il peso del canoista in acqua mossa.
Ma quando ci si siede dentro il volume scompare grazie alla forma affusolata della punta, consentendo una buona libertà di movimento anche ai canoisti con braccia più corte.

Overview SIX Exo kayak.

Come sempre in casa Exo, le finiture sono complete ma essenziali, per non rinunciare ai grandi vantaggi che si hanno nel pagaiare con una canoa leggera.
Alcune innovazioni tecniche nella costruzione e nell'usabilità rendono la SIX una canoa all'avanguardia sotto ogni punto di vista. Vediamo le principali novità.

Maniglie

Le nuove maniglie, più arcuate e arrotondate delle precedenti, garantiscono una presa comoda ed ergonomica.

Dettaglio maniglia di punta.

L'alloggiamento per la mano è leggermente più ampio e allo stesso tempo più profondo, per impedire il passaggio del polso. La sicurezza non viene mai in secondo piano!

Maniglia centrale davanti al pozzetto.

La maniglia centrale davanti al pozzetto e quella in coda sono orizzontali, per un trasporto più agevole.

Dettaglio maniglia di coda.

Le due maniglie dietro il pozzetto sono perfettamente direzionate per essere afferrate dal pericolante durante le operazioni di salvataggio.
Comodi e lunghi alloggiamenti per le braccia dietro alle maniglie consentono al pericolante di non perdere la presa a due mani della coda del kayak.

Maniglie posteriori con gli alloggiamenti per le braccia.

GLI INTERNI

Anche per quanto riguarda gli interni si assiste a una vera e propria rivoluzione: il nuovo metodo di costruzione a centine aperte in polietilene garantisce una robustezza superiore a fronte di un peso più contenuto.

Dettaglio centina anteriore da sotto lo scafo.

Inoltre non è più necessario forare lo scafo, eccetto per le staffe del puntapiedi; centine e sedile sono fissati internamente.

Seduta

La SIX eredita la forma del sedile dalla XG. Anche questo, come le centine, ha una forma aperta verso il basso per una maggiore leggerezza e robustezza.

Dettaglio sedile.

Semplice ma efficace, volendo permette grandi personalizzazioni.
Per regolare il sedile avanti o indietro è sufficiente mollare le 2 brugole per lato che, grazie a una piastra filettata, lo bloccano sul lato del pozzetto. Grazie a una combinazione di buchi sul sedile ed inserti filettati sul setto centrale è possibile bloccare il sedile con scarti di 2cm per un'escursione massima di 8cm.
Il sistema di regolazione dello schienalino deriva dall'esperienza sulle barche a vela: il cordino si blocca grazie a uno strozzascotte. Semplice e veloce!
I nuovi fianchetti sono più ergonomici e facilmente regolabili.

Dettaglio strozzascotte, fianchetti e premicosce.

Sparisce invece il premicosce della XT a favore di un più leggero e funzionale premicosce integrato nel pozzetto. Ora non serve più fare laboriose regolazioni; come esce dalla fabbrica così è perfetta per l'utilizzo.

Puntapiedi

Squadra che vince non si cambia! Per questo motivo il puntapiedi resta invariato rispetto alle XT300 e XT260. Essendo perfettamente integrato nelle centine, contribuisce a dare solidità allo scafo, oltre a non muoversi di un millimetro anche sotto i colpi più violenti.

Dettaglio puntapiedi integrato nella centina anteriore.

Portacorda

L'alloggiamento per la corda da lancio è integrato nella centina anteriore. La corda è comoda e veloce da prendere, pur lasciando ampio spazio tra le gambe, per non rinunciare al confort o per il trasporto di borse stagne.
Insomma, è proprio dove dovrebbe essere: esattamente sotto mano, ma senza disturbare!

Dettaglio portacorda integrato nella centina anteriore.

Alloggiamento Peli Case 1200

Assieme al porta corda, questa è una delle novità più interessanti della SIX: integrato nella centina posteriore c'è un alloggiamento per la famosa Peli Case 1200.

Dettaglio alloggiamento Peli Case 1200 integrato nella centina posteriore.

La Case si incastra perfettamente nella centina, lasciando lo spazio disponibile per i sacchi di coda o per la pagaia di scorta, e soprattutto la tiene così ferma che sembra di non averla. Come si faceva senza?

Peso

Grazie ai nuovi allestimenti, il peso della barca rimane estremamente basso; ho voluto provare a mettere su una bilancia il primo esemplare definitivo in mio possesso: il suo peso è di 20,1 kg. Un vero record per un kayak di queste dimensioni!

La SIX sulla bilancia.

FEELING

Non voglio esprimermi più di tanto sulle sensazioni che dà la barca, perché voglio lasciarne a voi la scoperta. Mi limiterò a descrivere le caratteristiche più evidenti.
La prima sensazione appena si inizia a pagaiare è di un mezzo molto veloce. Sin dalla prima pagaiata la canoa scivola con una minima resistenza e raggiunge molto in fretta la massima velocità.
I fianchi danno un buon compromesso tra stabilità primaria e secondaria. La prima sensazione è quella di un facile rollio, ma se si spinge il fianco al limite si percepisce il grande volume distribuito sul fianco alto che ci aiuta a impedire il ribaltamento.
È bastato qualche giorno per abituarmi a un fianco che sostiene un po' meno rispetto alla XT300, ma ora mi resta la sensazione di una barca molto maneggevole, con una grande sensibilità agli spostamenti di peso e ai cambi di assetto laterale.
La direzionalità è garantita anche dai rail ben marcati sotto e dietro il pozzetto e soltanto accennati nella parte anteriore.

Dettaglio <i>rail</i>.

Questo consente una risposta uniforme quando si colpiscono le onde frontalmente o diagonalmente da davanti, senza rinunciare alla sensazione di carving in curva.
La punta arrotondata semplifica l'ingresso in morta, perché consente di “bucare” con qualsiasi angolo o inclinazione. Successivamente, quando i rail più marcati sotto il pozzetto e in coda entrano in morta, la canoa inizia a carvare, trasformando la velocità lineare in velocità di rotazione. Proprio in curva si percepisce bene come il rail di coda impedisca lo scarrocciamento laterale, favorendo la precisione nei cambi di direzione e negli ingressi in morta.

Wellerbrücke sopra tratto di gara - Photo Alex, editing Filippo.

La forma molto stretta della punta assicura velocità alla canoa; ci sarebbe per questo da aspettarsi una perdita dal punto di vista della rotazione. Invece, con mio grande stupore, anche in acqua piatta e con velocità molto bassa o da ferma, la canoa è in grado di girare su se stessa come se ci fosse un perno piantato sotto al pozzetto.

Köfels, Middle Oetz - Photo Alex.

Il beccheggio nelle onde piccole e medie è praticamente assente. La prima rapida che ho affrontato è quella alla partenza del tratto classico della Soča: scarsa pendenza con onde irregolari. Mi sono impressionato per come il kayak non si muovesse nemmeno un po'. Chiudendo gli occhi e tappandomi le orecchie potevo quasi immaginare di essere ancora in acqua piatta.

Acqua mossa

L'idea principale per la quale è stata progettata una punta così voluminosa e alta è per permettere alla barca di uscire dai boof più rapidamente e con meno “danno” possibile. Devo dire che tale obbiettivo è stato raggiunto in pieno.
Per rendermi conto del comportamento sui fiumi di volume, l'ho provata su Venter Ache con livello molto alto, Upper Oetz con livello medio, Middle Oetz con livello alto e Köfels strecke con livello medio (i livelli sono intesi relativamente ai singoli tratti).
La prima impressione è che la canoa balli un po' troppo e che tenda a perdere la direzione, ma c'è da dire che era tanto tempo che non pagaiavo sul volume e forse dovevo riprenderci l'abitudine; inoltre la Vent parte subito con una rapida di classe 5.
Dopo un paio di discese ho cominciato a capire meglio come si muove e che, in generale, riuscendo a tenere la punta fuori dall'acqua la canoa mantiene tutta la sua velocità e direzionalità, regalando sensazioni molto vivide.

Wellerbrücke, TNT rapid - Photo Alex

È però nel creek che le caratteristiche della barca risaltano maggiormente.
Anche se per ora ho potuto provarla solo sul Soča (tutto il tratto compreso quello dei sifoni), non ho mai trovato difficoltà a tenere la punta fuori dall'acqua. Scivolare su sassi non nasconde imprevisti particolari e il boof regala grande accelerazione e controllo.
Non vedo l'ora di provarla su un creek con forte pendenza, perchè credo sarà lì che avrò le soddisfazioni maggiori.

Prototipo SIX sul salto del Sorba, Val Sesia, Italy.

Conclusioni

In conclusione direi che non si tratta di una canoa di semplice utilizzo come le precedenti XT300 e XT260, ma le sue caratteristiche di manovrabilità, sensibilità e velocità garantiscono performance maggiori al canoista medio e avanzato. Dopo tutto è stata disegnata per discendere rapide di classe 6!
Sicuramente la linea è diversa da ogni altro kayak in circolazione, la si può amare sin dal primo secondo o la si può odiare, sicuramente è impossibile non notarla.
Per quanto mi riguarda posso assicurarvelo:
la SIX vola!!

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Review: Gius
 
 
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